Miss Grandi Firme e fisici: le storie meravigliose dei grandi saggi del Trieste-Salario

on 13 Giugno 2020

Sul sito di RomaH24 è stato pubblicato un articolo che parla anche dei nonni del nostro Centro “Il Girasole”, centenari o quasi ancora con grandi passioni e innumerevoli interessi, persone che hanno avuto una vita intensa e appassionata.

Fonte: https://romah24.com/trieste-salario/

Miss Grandi Firme e fisici: le storie meravigliose dei grandi saggi del Trieste-Salario

Sono i super nonni del Trieste-Salario. Centenari o prossimi al secolo di vita.
Una di loro, Tanny Giser, poetessa e attrice argentina, se n’è andata pochi giorni fa. Altri sono ancora attivi, affamati di vita e di emozioni vere. Solo il lockdown li ha fermati, ma ora sono tornati a solcare le vie del quartiere. RomaH24 vi racconta quattro storie uniche.

TANNY GISER

TANNY GISER

 

 

 

 

 

VITTORIA, LA MISS DEL QUARTIERE
A ottobre Vittoria Angiolillo ha festeggiato 100 anni. Il Centro diurno per anziani fragili Il Girasole a via Mascagni le ha organizzato una bella festa. L’assessora alle Politiche sociali del II Municipio, Carla Fermariello, quel giorno le ha consegnato anche una pergamena. Nata a Potenza nel 1919, Vittoria si è trasferita a Roma per studiare al Magistero. A vent’anni è stata eletta Miss Grandi Firme partecipando a uno dei primi concorsi di bellezza italiani. È stata insegnante e moglie di Mario, col quale ha avuto due figli, sei nipoti e otto pronipoti. Ha coltivato l’arte di dipingere, suona il pianoforte e gioca a Burraco. Simonetta Fucile, direttrice del centro il Girasole, la descrive così: “Vittoria ha sempre avuto un carattere forte e volitivo ma anche dolce e generoso. È sempre elegante e allegra. Accoglie con entusiasmo qualsiasi cosa le si proponga. La sua caratteristica principale è il sorriso”.

VITTORIA, MISS GRANDI FIRME 1938

 

 

 

 

 

UMBERTO SCIPIONI
Occhi limpidi e sguardo attento. Umberto Scipioni, il centenario cui è stato dedicato un ulivo a piazza di Santa Costanza, ha ancora passione e voglia di fare. Nato il 5 maggio 1918 a Tagliacozzo (l’Aquila), è il decimo figlio di una famiglia di contadini. Durante la seconda seconda guerra mondiale è stato miracolato perché, durante cinque giorni di permesso – si trovava alla festa patronale in Abruzzo -, il suo Reggimento Fanteria di Civitavecchia partì per la Russia. Molti suoi compagni morirono, lui si salvò. Ha trascorso il lockdown al paese d’origine e ne ha approfittato per piantare pomodori e fagiolini. Si muove ancora con la sua Panda 4×4 e, il 31 agosto, chiederà il rinnovo fino ai 104 anni. A Roma potete avvistarlo a Villa Leopardi, dove va volentieri a piedi tutti i giorni nella sua camminata abituale di un’ora e mezza. A piazza di Santa Costanza un ulivo porta il suo nome.

UMBERTO SCIPIONI

 

 

 

 

 

VANNA MONTEMURRI E LA MEMORIA DEL QUARTIERE
Vanna Montemurri, 97 anni compiuti il 31 marzo, è davvero una super nonna del Trieste-Salario. Quattro figli e otto nipoti, non si è decisamente fatta mancare il calore della famiglia. Ha vissuto i cambiamenti e le trasformazioni del quartiere, dai periodi bui alla rinascita, dal boom edilizio fino ai giorni nostri. Raccoglie i suoi pensieri su un diario e negli anni è diventata amica di un senzatetto di viale Regina Margherita, Angelo. Prima del lockdown Vanna partiva quotidianamente a piedi da via Tagliamento e raggiungeva la chiesa di piazza Buenos Aires. Ora ha ripreso finalmente a uscire. La chiusura in casa le pesava: “Ho vissuto tanto, ma resto una persona semplice: datemi due alberi e una panchina e sono felice”.

VANNA MONTEMURRI

 

 

 

 

 

COSTANZA SALVINI E LA FISICA
Costanza Salvini il 15 agosto compirà 97 anni. Socia sostenitrice della associazione Amici di Villa Leopardi, vive da quarant’anni in zona Africano. Fisica, madre di cinque figli e moglie del fisico Giorgio Salvini, che fu ministro dell’Istruzione e progettò il sincrotrone (un tipo di acceleratore di particelle) di Frascati, ha conosciuto Enrico Fermi. Durante le serate culturali organizzate alla biblioteca Leopardi interviene con racconti sul quartiere e la villa. “Una volta questo parco era chiuso al pubblico, al posto della biblioteca c’era un’officina, e dove ora sorge il centro anziani tenevano i cavalli la sera. C’erano cespugli di aromatiche ovunque, tanto che i ragazzi, affascinati dal proibito dei luoghi interdetti, scavalcavano e portavano il rosmarino alle mamme per preparare l’arrosto. Fu una grande vittoria quando il Comune aprì la villa. Per questo mi fa piacere fare parte dell’associazione. Ci tengo alla bellezza di questo luogo”.

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